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Blog - 03/10/2018

Growth Hacking

una moda o il modo corretto di ripensare al digital?


Growth Hacking

Le Web Agency concepite nel modello di business "fammi il sito web" sono ormai poco utili a se stesse e ai propri clienti.
Solo un team di consulenza digitale può funzionare, altrimenti l'iter è presto detto:

  • Mission conclusa
  • Applausi del direttore
  • Entusiasmo in Azienda.
  • Il sito non ha performances
  • Soldi sprecati
  • Dimenticatoio

Analisi troppo dura?
No vi garantisco che è così, il lavoro vero comincia dal go-live in poi quando arrivano i primi dati oggetivi per poter fare delle valutazioni reali. Un agenzia data-driven con un team di Growth Haker è la risposta funzionale a questo aggrovigliato mercato che è il digital.

Growth Hacker: chi è questa nuova bestia digitale?

So che stai pensando all'ennesima moda del momento.... forse ma sappi che Coca-Cola ha annunciato di aver eliminato il ruolo del Chief Marketing Officer e aver istituito un nuovo ruolo: il Chief Growth Officer.
Oppure scoprirari che Hotmail e Dropbox sono citati in migliaia di post per essere stati tra i primi a usare il growth hacking marketing, strategia utilizzata dalle startup per trovare (hack) nuovi clienti e crescere (grow).
In un singolo post sul blog l'argomento non si esaurisce, ma facciamo un passo indietro.
Sean Ellis, imprenditore, business angel e startup advisor, ha parlato per la prima volta nel 2010 di growth hacking marketing all’interno del suo blog scatenando una piccola ma significativa rivoluzione al marketing digitale.
Soprattutto quello digitale perchè il growth hacking si basa sui dati - Analytics per citare il tool più famoso - e su quelli orienta le strategie.
Il Growth Hacker segue l’approccio "lean" implementando il processo continuo di ideazione-verifica-modifica, per ampliare il proprio target di riferimento e ricevere continui feedback dal mercato. Il Growth Hacking usa l'ormai famoso funnel dei pirati (AARRR):

  • Acquisition: La prima fase del funnel dei pirati è l'acquisizione del cliente
    email marketing, SEO, blog, copywriting, piattaforme social, forum sono tutti strumenti utili per richiamare l’attenzione dei nuovi potenziali utenti.
  • Activation: importante è trasformare i nuovi utenti in utenti attivi. E' il livello in cui i visitatori compiono una determinata azione che li porta ad essere considerati più che semplici visitatori (es: scaricare una demo).
  • Retention: in questa fase bisogna far diventare i clienti acquisiti in clienti fedeli e abituali.
  • Referral: Il passaparola rimane uno dei canali di marketing più efficaci, soprattutto quando ci si fida dell’interlocutore che consiglia di provare un’app o visitare un sito. Portare gli utenti in questa fase non significa soltanto che utilizzano il prodotto o servizio che proponi con regolarità, ma che lo apprezzano a tal punto da ritenere che i propri contatti e amici ne possano trarre beneficio allo stesso modo.
  • Revenue: La fase fondamentale per dare senso ai processi precedenti. Il denominatore comune di ogni business è l’obiettivo finale, cioè generare profitti;

Il tutto si ripete di esperimento in esperimento in un attività costante cercando di capire cosa funziona e cosa no sempre tenendo nel mirino la crescita.

Non volevamo spiegarvi come funziona nel dettaglio il Growth Haking ma stimolare la vostra attenzione sul prossimo che vi dirà: rifacciamo il sito?