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Blog - 20/05/2016

Trasporto sostenibile e nuovi scenari.

Grandi player della tecnologia: chi investe e in che cosa.


Trasporto sostenibile e nuovi scenari.

Premetto che è un po' che non uso UBER.
Quando questo servizio di trasporto auto privato è arrivato nella mia città ho deciso di provarlo, memore di positive esperienze all'estero. Certo la nostra Italia ha, in alcuni casi, poco di internazionale, specialmente in alcune realtà ma, nel complesso, devo dire che mi sono trovata bene. Tempo qualche settimana e il servizio è stato momentaneamente bloccato per la polemica uscita con i taxisti. Ad oggi non mi risulta riattivato. Senza voler assolutamente entrar nel merito – non è questa la volontà e la sede – devo però dire che per un po' non ci ho pensato. Torino non è una città con tantissimo traffico e la ZTL ha degli orari gestibili. Due settimane fa, però, proprio nei giorni di grande pioggia tipici di questa stagione mi sono chiesta che fine avesse fatto il simpatico e comodo Uber e sono andata a curiosare nell'app in cui avevo un account.
Qualche giorno dopo mi è subito arrivata una mail, invitandomi a creare un profilo "Family".
Come vi ho detto, a Torino Uber non c'è più per il momento e io mi sono intabarrata, sfidando le intemperie, con il mio mitico mezzo a tre ruote.

Cos' è Uber Family?

Il nome ci lascia intendere che è un nuovo servizio interessante in un'ottica di sicurezza familiare.
La novità da circa due mesi è, infatti, la possibilità di modificare il proprio account in un account "Family" che permette ad un nucleo di massimo dieci utenti di condividere un'unica modalità di pagamento in maniera semplice e affidabile.
Questa funzione che si chiama Trip Tracker permette, però, anche di rintracciare l' utente che sta viaggiando.
L'utente che ha creato il profilo Family riceve una notifica non appena si inizia un viaggio; toccandola si apre una mappa all'interno dell'app Uber che mostra dove l'utente associato sta andando in tempo reale.

C'è comunque la possibilità di modificare le impostazioni, variando le modalità di fatturazione e rendendo indipendenti gli utenti (e così anche non rintracciabili). Sicuramente, però, l'obiettivo di Uber è una tutela maggiore di adolescenti e donne che potrebbero trovarsi in situazioni di difficoltà, cosa accaduta, purtroppo, in passato.

Mobilità sostenibile e grandi player.

La mobilità sostenibile e consapevole rimane il centro della strategia di un numero sempre maggiore di aziende.
Qualche giorno fa Apple ha annunciato di voler investire un miliardo di dollari in Didi Chuxing, la rivale cinese di Uber. Subito Google ha risposto con Waze Rider, evoluzione di Waze, applicazione israeliana acquistata nel 2013, che consente agli automobilisti di condividere segnalazioni in tempo reale come ad esempio la presenza di ingorghi oppure di lavori in corso.
Waze Rider, progetto in fase di test sul territorio di San Francisco, è un servizio di car pooling del tutto simile al nostro BlaBlaCar e consente di trovare/offrire un passaggio, pattuendo il costo del servizio. Ai driver viene riconosciuto un compenso di 54 centesimi per ogni miglio, più il prezzo del carburante.

Certo, questo investimento fa molto pensare dato che Google nel 2013 aveva anche investito 258 milioni di dollari in Uber, consentendo alla start up di crescere velocemente. Il divorzio sembra arrivato. Aspettiamoci delle novità, certamente dietro queste scelte ci sono strategie e obiettivi per precisi.

2WayCom, c'è sempre un altro punto di vista.