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Blog - 19/05/2016

MUSICA IN VENDITA E MUSICA IN AFFITTO. PARLIAMO DEI NUOVI SERVIZI DI STREAMING.

VOI LI UTILIZZATE?


MUSICA IN VENDITA E MUSICA IN AFFITTO. PARLIAMO DEI NUOVI SERVIZI DI STREAMING.

Recentemente ho sottoscritto la prova gratuita di 3 mesi a Apple Music.
Erano mesi, infatti, che ascoltavo sempre la stessa musica scaricata dall’ iTunes Store, sempre le stesse playlist e non ne potevo più. Invidiosa dei miei figli che ogni giorno cantavano a squarciagola tutte le canzoni nuove in cima alle classifiche ho deciso: provo anche io.
Effettivamente, devo ammettere che dopo un primo momento di sospetto e riluttanza, la cosa mi ha appassionata. Finalmente ogni mia corsa è accompagnata da tanta nuova musica. Ho delle nuove playlist e, sì, scarico un po’ di tutto "tanto è gratis".
Intanto gratis non è. Chiariamo. Ho sottoscritto una prova gratuita, ma sarà a tutti gli effetti un servizio a pagamento, meglio, in abbonamento. E poi un pensiero mi ha assalito… di chi è questa musica? Adesso è sul mio smartphone, ma un giorno cosa succederà? E se cambiassero le condizioni di fruizione del servizio? Se decidessi di interromperlo per qualche motivo?

Tutti questi pensieri mi hanno portata a riflessioni più ampie.
Quasi tutto oggi va verso una modalità di fruizione in abbonamento. Non ultimo, proprio ieri, leggevo dell’offerta di Amazon con il servizio Audible: tantissimi libri raccontati dai migliori attori italiani e stranieri.

Siamo bombardati da servizi di streaming gratuiti e in abbonamento che stanno radicalmente cambiando il modo di fruire i contenuti digitali presenti in rete.

I dati diffusi da RIAA confermano questa nuova tendenza: negli ultimi 2 anni, infatti, dal 2013 al 2015, i proventi derivanti dallo streaming musicale hanno superato quelli che originano dal download.
Lo streaming rappresenta il 34 per cento del fatturato dell'industria musicale statunitense, la fetta più sostanziosa di una torta da 7 miliardi di dollari. Il comparto dello streaming supera i 2,4 miliardi di dollari, in crescita del 29 per cento rispetto al 2014 anche grazie all'ingresso sul mercato di nuovi soggetti come Apple Music e al trend costantemente positivo di servizi come Spotify.
A contribuire in maniera determinante al fatturato raccolto dal settore sono gli abbonamenti. (Fonte: Punto Informatico)

Lo constata amaramente il CEO di RIAA, Cary Sherman: "Il consumo di musica sta esplodendo, ma le entrate per i creatori non tengono il passo". "Nel 2015 - osserva Sherman - i fan hanno ascoltato centinaia di miliardi di flussi audio e video su piattaforme on demand supportate dalla pubblicità come YouTube, ma le entrate provenienti da questi servizi sono state magre, decisamente meno consistenti rispetto a altri tipi di servizi musicali".

Secondo ciò che viene riportato da Wired, i guadagni di ogni artista su Spotify sarebbero di 0,6 centesimi di euro per ogni riproduzione da parte di un utente premium, mentre 0,1 cent. per un ascolto free. Provate a fare un calcolo ipotetico, vedrete che il rapporto visualizzazione/guadagno non è dei migliori.

Un altro punto di domanda: qual è il consumo del traffico dati per lo streaming in mobilità? Difficile dirlo con esattezza, dipende dal proprio piano dati. Certo è che senza una connessione wifi i MB che per esempio Spotify consuma sono nella qualità "normale" circa 43 MB di traffico dati ogni ora (96 kbps) quindi basta poco più di 2 ore per consumare 100 MB di traffico dati soglia fornita in diversi piani internet mobile. La modalità "Alta Qualità" richiede circa 72 MB ogni ora (160 kbps) mentre se abbiamo un’account Spotify Premium possiamo utilizzare la modalità "Qualità Massima" che richiede ben 144 MB ogni ora (320 kbps).

Poco tempo fa è anche uscita una notizia che paventava lo stop alla vendita di musica da parte di Apple tramite la propria piattaforma a vantaggio del nuovo servizio Apple Music. Per il momento è stata smentita, ma potrebbe essere una strada?

Concludiamo con un elenco dei maggiori servizi di musica in streaming:

- Spotify
- Apple Music
- Deezer
- Google Play Music
- Rdio
- Napster (non ha più nulla a che vedere con il software P2P che tanto fece discutere a cavallo tra gli anni ’90 e il 2000)
- Xbox Music
- iTunes Radio e Beats Music
- Pandora
- Tidal
- Grooveshark
- Tunein

Siamo invecchiati…. sono ormai davvero lontani i tempi del vinile e delle musicassette! Stay tuned!

2WayCom, c' è sempre un altro punto di vista.