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Blog - 13/05/2016

Dimmi che emoji usi e ti diro' chi sei.

Google propone un nuovo set di emoji per meglio rappresentare le donne in carriera.


Dimmi che emoji usi e ti diro' chi sei.

Oggi parliamo di emoji!
Dato il brutto tempo di questi ultimi giorni abbiamo bisogno di un argomento light così da concludere la settimana con il sorriso.
Le prime emoji sono nate in Giappone a fine anni’90: sono simboli pittografici simili a emoticon. La parola emoji in giapponese è composta, infatti, da due parti: immagine+scrittura. Le ha inventate Shigetaka Kurita, un membro del team che si occupava della piattaforma web mobile i-mode della NTT DoCoMo.
Emoji e emoticon, quindi, non sono la stessa cosa.
Le emoticon (o smile, in italiano, faccina), infatti, sono riproduzioni stilizzate di quelle principali espressioni facciali umane che esprimono un'emozione (sorriso, broncio, ghigno, ecc.). La prima emoticon è proprio una faccina sorridente, rappresentata da un cerchio giallo con due punti che fungono da occhi ed un semicerchio che funge da bocca ("emotion" + "icon" sta ad indicare proprio un'icona che esprime emozioni).
Le emoticon sono nate nel 1982, quando l’informatico Scott Fahlman suggerì di usare nel sistema messaggistico della Carnegie Mellon University queste faccine “:-)” e “:-(” per distinguere le battute dalle affermazioni.
Infine, tanto per dirla tutta, ci sono anche le Kaomoji, sempre di derivazione giapponese. Un misto di caratteri giapponesi e punteggiatura, un altro modo di intendere le emoticon, che graficamente dà più importanza a determinati aspetti del volto, piuttosto che altri (ad esempio gli occhi assumono maggior importanza rispetto alla bocca) e gli adesivi o stickers, tanto in voga oggi tra i ragazzini, che sono specifici delle applicazioni, e non utilizzabili altrove (ad esempio Messenger di Facebook).

Una notizia carina!
Una squadra di Google ha messo a punto una serie di 13 emoji progettate per rappresentare meglio le donne nel mondo del lavoro.
In una presentazione al Consorzio Unicode, l'organo che approva e standardizza emoji, il team dice che i nuovi emoji raffigurano "una vasta gamma di professioni per le donne e gli uomini, con l'obiettivo di mettere in luce la diversità delle carriere femminili e potenziare il ruolo delle donne in tutto il mondo."
… "Crediamo di poter avere un grande impatto positivo con l'aggiunta di 13 nuove emoji che descrivono le donne attraverso un campione rappresentativo delle professioni", dichiara il team di Google. "Riteniamo che questo consentirà a giovani donne (maggiori utilizzatrici di emoji) a meglio riflettere i ruoli cardine che le donne svolgono in tutto il mondo."
(Fonte The Verge).

Non sono versioni femminili di emoji maschili esistenti. I campi professionali comprendono affari, sanità, scienza, istruzione, tecnologia, industria, agricoltura, servizi di ristorazione e musica, con un omaggio al compianto David Bowie.

Il team di Google cita un recente New York Times editoriale chiamato "Emoji Femminismo", come catturare la motivazione dietro il suo lavoro, citando il seguente estratto:

Bellissimo il finale della dichiarazione del team Google che vi lasciamo nella versione originale:

"Where, I wanted to know, was the fierce professor working her way to tenure? Where was the lawyer? The accountant? The surgeon? How was there space for both a bento box and a single fried coconut shrimp, and yet women were restricted to a smattering of tired, beauty-centric roles? This was not a problem for our male emoji brethren. Men were serving on the police force, working construction and being Santa. Meanwhile, on our phones, it was Saturday at the Mall of America - women shopping while men wrote the checks."

Buon weekend!

2WayCom, c’è sempre un altro punto di vista.