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Blog - 14/07/2016

Digitale e made in Italy.

Internet tra i motori delle nostre pmi.


Digitale e made in Italy.

Il Sole 24 Ore di domenica 12 giugno ha pubblicato i dati della ricerca annuale di Fondazione Nord Est sulla diffusione delle nuove tecnologie e l'influenza sul sistema produttivo manifatturiero italiano.
L'indagine ha riguardato 787 imprese del Made in Italy e si è concentrata su tre settori: moda, arredo e orafo.

Il report mostra come le nuove tecnologie applicate a questi settori influiscano positivamente sulla redditività delle nostre pmi. Per queste aziende che hanno deciso d'investire in tecnologia e innovazione, la redditività media nell'arco temporale 2007-2014 si è attestata intorno al 7% rispetto alla media nazionale del settore, che è del 4,6%.

Stefano Micelli, docente di Economia e Gestione delle imprese all'Università Ca' Foscari di Venezia e direttore scientifico della Fondazione Nord Est, ha dichiarato: "Il mondo ama l'italianità, dobbiamo essere capaci di raccontare il nostro stile, i nostri modelli attraverso un nuovo racconto collettivo". Questo vuol dire strategie, modelli e strumenti nuovi, nel percorso produttivo, di vendita e di supporto a livello marketing e comunicazione. Un nuovo modo di concepire il lavoro che non sia solo produzione.

L' Accordo Cefriel, Cisco e Italtel per sostenere il "Digital Made in Italy" va in questa direzione: promuovere l'Industry 4.0 nel tessuto imprenditoriale italiano e supportare le aziende del Paese nel processo di digital transformation tramite l'utilizzo delle tecnologie IoT nell'ambito industriale. Anche questo è un passo avanti importante.

Il Digital in 2016, il report di We Are Social che analizza i dati sul digitale in tutto il mondo ci parla ancora di crescita internet rispetto al 2015: dal 42% al 46% con 3,4 miliardi di persone che hanno accesso a internet ed oltre 2,3 miliardi di persone con account Social attivati.

In particolare:

  • +10%: numero di utenti internet totali in più
  • +10%: numero di utenti attivi sui canali social (219 milioni)
  • +4%: numero di utenti che usano dispositivi mobile (+141 milioni)
  • +17%: numero di utenti che accedono a social media da dispositivi mobili (+283 milioni)
Quali sono nello specifico le piattaforme più utilizzate in Italia?

Ecco le prime cinque:
  • Facebook (33%)
  • WhatsApp (30%)
  • Facebook Messenger (23%)
  • Google+ (14%)
  • Twitter (12%)
Seguono nella classifica Instagram, Skype, LinkedIn, Pinterest e Viber.

Per quanto riguarda invece gli acquisti on-line, si riscontra un sostanziale incremento rispetto al 2015, passando dal 39% al 48% di utenti che hanno comprato un prodotto su Internet negli ultimi 30 giorni. Un aumento significativo anche per gli acquisti da mobile device, che hanno visto un passaggio dal 16% del 2015 al 23% del 2016.

In Italia infatti sono 16 mila le aziende che fanno commercio elettronico nel 2016 e arriveranno a 50 mila nel 2025.
A guidare la corsa del commercio virtuale sono gli imprenditori abruzzesi (+260% le imprese con sede nella regione adriatica), seguiti da quelli pugliesi (+218%) e da quelli campani (+202%). In termini assoluti, la crescita più consistente si registra invece in Lombardia (1.694 imprese in più nei sei anni), in Campania (+1.069) e nel Lazio (+983). La classifica delle prime tre regioni si rimescola, infine, guardando alle province: prima è Roma (1.384 le imprese con sede in provincia alla fine del 2015), seconda è Milano (1.260) e terza Napoli (897). Il valore del fatturato dall'e-commerce è stimato in 28,8 miliardi di Euro nel 2015. Il fatturato delle vendite on line è cresciuto complessivamente del 19% rispetto al 2014. A generare questo fatturato è soprattutto la presenza già marcata, e in continua crescita, dei grandi player internazionali che si stanno posizionando anche in nuovi settori come alimentare e moda.

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