Web Agency Milano: Realizzazione siti Web, SEO, social media marketing, Web design e strategie digital per il tuo rilancio on line
2Waycom
 

Blog - 10/05/2016

Editori e utenti ai ferri corti causa AdBlock

Tutte le piattaforme però lo adottano


Editori e utenti ai ferri corti causa AdBlock

Recentemente ho letto un articolo che si intitola: “Confessione di un editore di lunga data: io uso un blocco della pubblicità e mi piace”.
Duncan Riley conclude la sua disanima dicendo: “Editori, la palla è vostra: i siti che si limitano a bloccare gli utenti che fanno uso di un AdBlocker stanno perdendo sempre più lettori quindi è necessario trovare una soluzione migliore”.

A nostro parere, però, la soluzione potrebbe stare nel mezzo, almeno in questo momento.
Senza gli introiti della pubblicità l’editoria soffre e adotta posizioni sempre più forti che, appunto, non sono forse quelle migliori.

Secondo un’indagine condotta da PageFair (startup anti-adblocking ) e da Adobe, la crescita di anno in anno degli utilizzatori di adblocker è stata del 70% tra 2013 e 2014, capitanata dagli utenti più giovani, tra i 18-29 anni di età. C’è un dato però particolarmente scoraggiante: solo il 30% di questi sarebbe aperto a pubblicità non intrusive, mentre la maggior parte non vuole proprio alcuna pubblicità. AdBlock ed AdBlock Plus sono realizzati da due diverse società e rappresentano ad oggi gli strumenti per bloccare le pubblicità più popolari del mercato. AdBlock, ad esempio, ha 40 milioni di utenti attivi su Chrome.
La pubblicità ci invade troppo mentre, dall’altra parte, ciò che infastidisce gli editori riguardo gli AdBlocker è che bloccano tutto indistintamente. È l’utente che deve preoccuparsi di andare a sbloccare dei contenuti ma, sappiamo bene, che l’utente ha poco tempo e, molto spesso, è anche pigro. Questo meccanismo è penalizzante per gli editori.

È ormai sempre più facile, sia su dispositivi fissi che mobili, bloccare i fastidiosi banner pubblicitari che ormai popolano ogni sito, app o risorsa che abbia a che fare con il web, azzerando così gli incassi di chi conta su quella pubblicità per guadagnare qualcosa da un servizio che per l’utente è gratuito. Ma dobbiamo pensare anche al rovescio della medaglia, al danno economico che contribuiamo a creare.
È un gatto che si morde la coda…. Quale può essere una riposta degli editori?
L’introduzione della sottoscrizione, per esempio: vogliamo davvero pagare ciò che non paghiamo oggi solo per non avere la pazienza di sopportare qualche interruzione?

Non vi è mai capitato di arrivare su un sito e non poter visualizzare nulla? L’AdBlocker fa il suo lavoro, ma viene riconosciuto e, se non viene disattivato, non si naviga il sito. Questo è ciò che sempre più spesso capita oggi.
Non bastava l’ansia da cookie… adesso abbiamo anche quella della pubblicità.
Però ci sono anche pubblicità che mandano a siti non sicuri, a vere e proprie truffe. Come la mettiamo? L’utente deve difendersi da phishing e malware.

Google, Facebook ed Apple stanno cercando di velocizzare sempre più il caricamento delle pagine. Basta? No, non basta, ma è un passo avanti. La verità è che vanno create delle pubblicità meno invasive.
E l’utente cosa dovrebbe fare? Dovrebbe imparare a valutare un sito così com’è e, solo una volta vagliato questo, decidere cosa bloccare.
Anche questo non è semplice.

Arriviamo alla notizia di queste ultime ore.

Adblock ed Adblock Plus sono disponibili adesso anche sul Windows Store e supportano ora l'integrazione con Microsoft Edge, il nuovo browser del colosso di Mountain View per Windows 10. In questo modo tutti coloro che utilizzano Edge potranno attivare il blocco delle pubblicità come accade già su tutti i browser concorrenti.

Questa mancanza nel browser Edge è stata una dei motivi per cui gli utenti non avevano ancora deciso di utilizzarlo come browser predefinito in Windows 10.
Ora gli utenti possono contare non solo sull’estensione AdBlock Plus ma anche su CatBlock, un’estensione molto apprezzata su altri browser che permette di bloccare il caricamento della pubblicità indesiderata. Similmente a AdBlock, gli utenti potranno creare white list personalizzate in cui inserire siti sicuri per personalizzare l’esperienza di navigazione.

CatBlock è ancora in versione di pre-release.
Al momento solo coloro che sono iscritti al Preview Program di Windows 10 possono accedere alle estensioni, ma presto potrebbero essere disponibili per tutti.

L’installazione è in tutto e per tutto simile a quella di una normale app: una volta scaricate ed aperto Edge sarà il browser stesso ad informarvi della loro presenza. Al momento mancano alcune funzionalità, come la possibilità di aggiungere i siti alla whitelist direttamente dal menu (ma è disponibile fra le opzioni), ma siamo sicuri che per il rilascio al pubblico, che coinciderà con quello di Windows 10 Anniversary questa estate, saranno al pari con le versioni disponibili per gli altri browser.

2WayCom: c’è sempre un altro punto di vista.



Ti interessa l'argomento? Leggi anche Banner su smartphone: il nostro parere.