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Blog - 03/05/2016

Sistemi di riconoscimento biometrici

Sostitutivi o complementari alle password?


Sistemi di riconoscimento biometrici

Le tecniche biometriche di identificazione sono sistemi informatici finalizzati a identificare un individuo sulla base delle sue peculiari caratteristiche biologiche o comportamentali.
Pensiamo a impronte digitali, geometria del volto, conformazione della retina o dell’iride, timbro e tonalità di voce.
Queste caratteristiche vengono confrontate con dati precedentemente acquisiti e presenti nel database del sistema.

Un esempio che utilizziamo tutti i giorni? L’iPhone 5s ha introdotto un sensore per la scansione delle impronte digitali nel 2013. Lo sblocco del telefono avviene semplicemente con un dito, invece del codice PIN.
Lo stesso tipo di riconoscimento è stato adottato da alcune app di mobile banking, per esempio quella di Unicredit Banca.

Le tecnologie e le applicazioni biometriche nel 2015 hanno rappresentato un mercato del valore di 13,7 miliardi di dollari destinato a crescere ad oltre 30 miliardi entro il 2021.
Accanto a quello della protezione dei propri dati personali - i sensori integrati per le impronte digitali arriveranno entro il 2021 a quota due miliardi di pezzi all'anno, con un tasso di crescita annuale composto del 40% per il periodo in esame – un altro settore in fortissima espansione è quello delle soluzioni di sorveglianza.
Entro il 2021 una videocamera di sorveglianza su tre sarà di tipo IP e predisposta all'analisi biometrica dei soggetti inquadrati.

L’azienda giapponese NEC ha progettato un paio di auricolari in grado di confermare l’identità della persona che le indossa semplicemente analizzando, tramite un piccolo microfono, la risonanza del suono emesso all’interno del canale auricolare. Il lancio è previsto per fine 2018.

Nel nostro blog abbiamo già parlato di sistemi di pagamento che utilizzano metodi alternativi alla password: Amazon e Mastercard con il pagamento tramite selfie, Apple Pay, Google Hands Free, Android Pay e Samsung Pay.
La lista cresce velocemente. Inquietante il riconoscimento dell'impronta delle vene negli sportelli ATM.

Altri sistemi di riconoscimento che utilizziamo spesso sono per esempio quelli delle auto che tramite Bluetooth ci permettono di chiamare contatti in rubrica, ma anche Siri è un esempio di sistema di riconoscimento. In questo caso non biometrico, ma genericamente vocale.
Anche l’antifurto con l’utilizzo dell’impronta digitale è un sistema di riconoscimento biometrico estremamente valido, forse ancora un po’ costoso.

L’identificazione biometrica non è una novità, risale al 1870 quando il francese Alphonse Bertillon nel carcere di Parigi iniziò ad adottare tale tecnica applicandola alla schedatura e al riconoscimento dei detenuti.

Ma a livello di sicurezza è meglio l’uso di tecnologie biometriche o la classica password?

La prima considerazione da fare è che la biometria si basa su misurazioni di alcune caratteristiche uniche del corpo umano. Uniche sì, ma non infallibili. Se una password di accesso viene sottratta è piuttosto rapido sostituirla con una nuova. Nel caso di furto di dati biometrici il soggetto a cui i dati sono stati rubati non potrà modificare, per esempio, le sue impronte digitali o l’iride del suo occhio.
Inoltre alcune di queste caratteristiche biologiche sono modificabili nel tempo e quindi i sistemi devono prevedere un margine di “tollerenza”.

Probabilmente in questa fase la miglior soluzione è la complementarietà di password e soluzioni biometriche: l’utilizzo del PIN per l’identificazione iniziale e una tecnologia biometrica per la successiva autenticazione.

Quali sono le principali preoccupazioni relative all’utilizzo dei sistemi di riconoscimento biometrici?

  • l’identificazione di uno stato di malattia dell’individuo (per esempio tramite il riconoscimento delle vene e quindi di patologie cardiovascolari)
  • l’identificazione di un individuo che non voleva essere identificato
  • l’identificazione senza l’accettazione – e quindi la preventiva informazione - da parte dell’individuo: durante il SuperBowl XXXV le autorità utilizzarono un sistema biometrico di riconoscimento facciale attraverso le telecamere di sorveglianza su circa 100.000 persone, confrontando istantaneamente le caratteristiche dei volti con un database di sospettati terroristi e criminali. Si scatenò un ampio dibattito tra i sostenitori della privacy personale e quelli della sicurezza pubblica.

    Qual è il limite tra la propria privacy e la sicurezza? Ne riparleremo presto.

    2Way Com: c’è sempre un altro punto di vista.